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Grillo intervistato nel 2001, tra politica, consumi e informazione che non va...
Sabato 30 Marzo 2013 12:10
Ritenendo che possa rappresentare un contributo utile alla comprensione dell'attuale situazione sociale e politica italiana, nonché le "radici" del movimento 5 Stelle, riproponiamo questa lunga, datata e interessante intervista a Beppe Grillo pubblicata dal nostro sito di Nonluoghi quando muoveva i primi passi, nel 2001 (l'esordio online fu nel gennaio del 2000).
di Roberto Carvelli
Mezzogiorno, sole. Beppe Grillo è nella sua stanza all’albergo Sheraton golf. Roma. Accappatoio celeste e nessuna distanza da divo. Nell’arrivare alla costruzione bassa stile country del residence si passa il nuovo palazzo della Telecom (singolare coincidenza questa vicinanza al colosso con cui il genovese è in causa perpetua. Una vittoria e tanti rinvii, il punteggio attuale. Famoso il caso in cui comprate due azioni Grillo andò a parlare all’assemblea degli azionisti Stet sbugiardando pubblicamente gli inganni di alcuni.). Quella che si passa è una Roma periferica fatta di grandi spazi e costruzioni moderne dopo il classicismo fascista dell’EUR. Qui Grillo ha appena passato una notte e sta per trasferirsi in un hotel più vicino al Palaghiaccio dove il suo monologo “Apocalisse morbida” ha già fatto registrare il tutto esaurito tre date su tre. Ha appena finito la doccia e senza cerimonie sediamo attorno al tavolo. Non si fa in tempo a fare una domanda che già si è in un vortice di comicità. Compone per otto volte il numero della reception a caccia di una colazione e intanto sfoglia i giornali che commenta perplesso.
L'Italia non è più la stessa. Il blocco che ha immobilizzato la politica e il suo rapporto con la società è stato improvvisamente spazzato via, mostrando così la propria decadenza.Tutto questo forse era desiderato, di certo era atteso. Un anno fa, ALBA nasceva con la previsione di questo sconvolgimento, dalla presa d'atto della crisi ormai irreversibile di partiti politici non più rispondenti, nei contenuti e nella forma, alle domande poste drammaticamente dalla devastazione della crisi economica sociale e culturale.